Del tradimento

Ammetto di aver tradito.

Spesso, volentieri e male.

Non c’è stata stagione che io non lo abbia fatto. Che io non mi sia persa. Che io non abbia perso per sempre un frammento di me, nella lotta e nella corsa dell’amore. Una ciocca di capelli. Un lembo di pelle.

Una goccia di sangue. Una lacrima. Sudore che ho appiccicato agli steli e ai fiori. Saliva, sputando.

 

Il mio amante è un campo. L’autunno lo accarezza lieve, brezza fresca della sera, aria croccante di sole la mattina, ragnatele umide tra gli sterpi secchi, collane di semi tremolanti, in bilico tra la morte e la vita. 

Il mio amante è un campo. Grondante di acqua, feroce di erba e acquitrino, gorgoglia vita dalla terra e dal cielo, assedio di sopravvissuti all’inverno, si annuncia con i lampi viola della primavera.

 

Glacier Maruelno, Antoan, Hiking

Il mio amante è un campo. Arso dal sole, incendiato dalla calura estiva, la terra spaccata dall’estate e le sue erbe scure e dorate, avvizzite e morte di sete, senza più nulla da promettere e dare. Come orecchino un’ape nera che dorme aggrappata ad un fiore. Una musica di cicale.

Il mio amante è un campo. Bianco di neve, freddo e umido, silenzioso e pacifico, riflesso azzurro di cielo, mantello di schizzi d’oro e diamante, crosta di zucchero e sale. Gli animali lo ricamano affamati, bracciali di impronte e schiocco di rami. 

 

Con i miei piedi lo calpesto e lo scalzo, lo divoro con gli occhi e lo annuso, lo strappo e chiudo la bocca per fischiarlo fuori. 

Mi accoglie sempre, e accoglie ogni mio cane.

 

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